Treofan e Sangemini a caccia di certezze

Treofan e Sangemini a caccia di certezze

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Il Pd solleva il caso delle vertenze aperte (per oltre 200 lavoratori) avvolte nell’indeterminatezza. “Un dicembre di attese e speranze”

TERNI – 7 dicembre 2021 – C’è anche un Natale meno sereno, per chi non ha un lavoro, per chi ha un’attività precaria e per chi quel lavoro deve difenderlo a denti stretti. “Sarà un dicembre di attesa e speranze per tanti lavoratori dell’Umbria meridionale. Non solo di quelli che attendono gli sviluppi relativi alla vicenda Ast”, cosi il Pd regionale, provinciale e comunale. “Due importanti vertenze tengono in apprensione lavoratori e comunità territoriale: Treofan (nella foto un corteo dei lavorartori) ed ex Sangemini – sottolineano i ‘dem’ –. La prima il cui piano di reindustrializzazione sembrerebbe legato, secondo quanto comunicato dal Mise e dal liquidatore ai sindacati, ad un paio di progetti definiti ‘complementari e non concorrenti’: uno legato al settore delle bioplastiche per il quale si fa ormai esplicitamente riferimento a Novamont, l’altro del quale sostanzialmente si sa ben poco, sia su oggetto che attori in campo (si C’è anche un Natale meno sereno, per chi non ha un lavoro, per chi ha un’attività precaria e per chi quel lavoro deve difenderlo a denti stretti. “Sarà un dicembre di attesa e speranze per tanti lavoratori dell’Umbria meridionale. Non solo di quelli che attendono gli sviluppi relativi alla vicenda Ast”, cosi il Pd regionale, provinciale e comunale.

“Due importanti vertenze tengono in apprensione lavoratori e comunità territoriale: Treofan (nella foto un corteo dei lavorartori) ed ex Sangemini – sottolineano i ‘dem’ –. La prima il cui piano di reindustrializzazione sembrerebbe legato, secondo quanto comunicato dal Mise e dal liquidatore ai sindacati, ad un paio di progetti definiti ‘complementari e non concorrenti’: uno legato al settore delle bioplastiche per il quale si fa ormai esplicitamente riferimento a Novamont, l’altro del quale sostanzialmente si sa ben poco, sia su oggetto che attori in campo (si va da una ipotesi di polo del riciclo della plastica allo stoccaggio dell’idrogeno). Poche informazioni, insomma, e tanta incertezza, nonostante le rassicurazioni della viceministra Todde. E a breve le scadenze della cassaintegrazione per la quale, è stato detto, ci sono risorse per una proroga. Sia per i circa 130 lavoratori che per i player che intendano partecipare alla reindustrializzazione del sito le tempistiche non sono banali”. “Non meno tensione tra i circa 80 lavoratori dell’ex Sangemini – continua il Pd – che aspettano il 16 dicembre per la ratifica dell’omologa del concordato, ma che ancora sono all’oscuro di quanto si voglia fare relativamente ai piani commerciali, quali saranno i ruoli dei marchi umbri, il rinnovo degli impianti, il futuro della ‘linea vetro’.

Anche in questo caso la Regione conferma la copertura finanziaria per cassa integrazione e formazione. Sullo sfondo la promessa di calendarizzare incontri futuri per condividere un percorso e pianificare la produzione del prossimo anno. Che nel frattempo è arrivato. Settori e storie diverse, ma con un denominatore in comune: una cappa di indeterminatezza e silenzi che i lavoratori non meritano.Una nebbia fitta non solo sui piani industriali, ma sulle reali risorse a disposizione”. In altre parole l’appello è a fare tutto il possibile per ricreare un quadro di di stabilità lavorativa, condizione indispensabile perché sul territorio si possa tornare a guardare al futuro con maggiore serenità di quanto non si possa fare ora.

(Fonte: La Nazione Umbria)

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