“In tela d’Imperatore”: Montecastrilli e la sua “Santa” nel nuovo libro di Mino Lorusso

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Suor Maria Lanceata Morelli fra le protagoniste del nuovo libro di Mino Lorusso dedicato alle figure di tre mistiche

MONTECASTRILLI – 15 marzo 2022 – Montecastrilli e la sua storia tornano ad essere al centro di una narrazione e in questo caso si tratta del nuovo libro del giornalista Mino Lorusso (attuale presidente dell’O.D.G. Umbro) dal titolo “In tela d’Imperatore”, edito da Oltre Edizioni della collana Edeia e disponibile dallo scorso 3 settembre 2021 (sotto la copertina). All’interno del libro si vanno ad analizzare le figure di tre importanti mistiche religiose umbre del 1700: Santa Suor Veronica Giuliani di Città Di Castello, Suor Chiara Isabella Fornari di Todi e Suor Maria Lanceata Morelli del Convento della Clarisse di Montecastrilli, figura, quest’ultima già al centro delle attenzioni dello studioso Sergio Bini, il quale ha dedicato alla Serva di Dio il libro “Suor Maria Lanceata Morelli di Montecastrilli – Una vita santa tra umiltà e ubbidienza”, uscito nel dicembre del 2015 per l’Editrice Velar nella collana “Blu. Messaggeri d’amore”.

Mino Lorusso con una copia del suo libro

Chi era Suor Maria Lanceata Morelli, Serva Di Dio e Venerabile, nacque a Dunarobba il giorno dell’Epifania del 1704 con il nome di Maria Vittoria, figlia di Erasmo Morelli di Sismano e di Felicita Savelli Olivieri di Avigliano Umbro. Il 21 giugno 1717, all’età di 13 anni, entrò nel Monastero delle Cappuccine di Montecastrilli, divenendo suor Maria Lanceata il 21 gennaio 1720, giorno della sua professione di voto. Nel convento, fra gli altri, ebbe come padre confessore Giovanni Maria Crivelli della Compagnia di Gesù. Quest’ultimo è la figura che accomuna la venerabile alle altre due Suore la cui vita è analizzata dall’autore Mino Lorusso: Padre Crivelli, infatti, fu il Padre Confessore di tutte e tre. Il 10 agosto 1721 ebbe l’esperienza mistica della transverberazione, ovvero “la trafittura del cuore con un dardo o una lancia effettuata da parte di un angelo o di Cristo come segno di predilezione del Signore” (cfr. Treccani). Dopo una vita dedica alla fede ed anche alla istruzione, Suor Lanceata morì in Convento il 26 agosto del 1762. Due anni più tardi, il 18 settembre 1764, il suo corpo venne riesumato e venne verificato come non fosse stato toccato da alcun agente post-mortem e per questo quindi posto in una cassa dietro l’altare maggiore della Chiesa del monastero. Nel 1821 venne poi aperto il processo di beatificazione, ripreso solo nel 2002 dalla Diocesi di Orvieto Todi.

Il titolo È la figura del Padre Confessore Giovanni Maria Crivelli ad essere legata al titolo scelto da Lorusso per il suo libro: nell’elenco dei beni rinvenuti nella camera di Padre Crivelli al momento della sua morte, avvenuta a Tivoli il 26 settembre 1762, vi era, infatti, anche una Beata con Bambino del pittore Luigi Garzi dipinta “In tela d’Imperatore”, ovvero una grande tela avente originariamente le dimensioni di circa 130 x 90 centimetri. Per esattezza, la beata rappresentata nel quadro era Suor Lucia Broccardelli da Narni.

Un intreccio storico, culturale e religioso che merita certamente di essere approfondito con la lettura integrale del libro di Mino Lorusso.

Nicolò Sperandei