La giornaltrista

337

Il giornalismo italiano continua a non riconoscere i propri limiti, anzi si autoincensa. Chi si vanta, però, spesso finisce con lo sbrodolarsi

Lo scorso giovedì 11 marzo è accaduto questo:

La giornalista pubblicista in questione ha affermato che le è molto dispiaciuto il fatto che i giornalisti non siano stati reputati “utili”, in quanto non inseriti nelle categorie prioritarie a cui il va somministrato il vaccino. A rispondere è arrivata prontamente lei:

Margherita Fronte, giornalista del mensile Focus, ha ribattuto in maniera molto oggettiva e concreta che, per come viene svolto il lavoro dalla maggior parte dei suoi colleghi, essi non hanno la necessità di dover rientrare nelle categorie prioritarie, a meno che non si tratti di un inviato nei reparti di terapia intensiva, aggiungendo poi in un tweet successivo quanto sia “stucchevole l’abitudine dei giornalisti stessi a sopravvalutare il proprio lavoro”. “Bam, giù nel canestro!” direbbe Peter Griffin.

Il punto di questo pezzo non è tanto il voler puntualizzare su quel tweet, ma fare una doverosa considerazione sul problema della tuttologia, della quale la “giornaltrista” in questione è la massima rappresentante femminile (a pari merito con diversi rappresentanti maschili come Mario Giordano e Vittorio Feltri, per citare due esempi).

Il sottoscritto, ad oggi, può ancora vantarsi di non aver mai fatto un post scientifico sul Covid-19 e lo ha fatto per un motivo molto semplice: la scienza non è il suo campo. Lo sono la musica, la politica, lo spettacolo e (molto di striscio) lo sport. La scienza no, tantomeno l’economia. Questa non è modestia, ha un altro nome: conoscere i propri limiti.

Sebbene le capacità intellettive del genere umano siano in continua espansione, nessuno di noi può sapere tutto su tutto. La settorializzazione del sapere procede sempre di più in maniera imperante e ogni persona si specializza su un qualcosa di capillarmente specifico. Non c’è il tempo materiale per poter sapere tutto. Il voler farlo significa reperire delle informazioni raffazzonate, sbagliate e prive di alcun senso critico e di approfondimento. Quello che fa la “giornaltrista” in questione.

Esperta di ballo, di sport, di scienza, di politica, di cronaca nera, di cronaca rosa, di economia, di politica interna, di politica estera, di relazioni umane… Basterà questo definitivo “blastaggio” a farla calmare?