Federico Manzini, chef de La Fortezza, è medaglia di bronzo

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Il giovane Chef, a soli 24 anni, ha già alle spalle notevoli esperienze nel campo del Service e della Ristorazione

DUNAROBBA – 2 aprile 2022 – Quarto posto nella sezione Mistery Box (in coppia con Luca Quintarelli) e Terzo posto con relativa medaglia di bronzo nella sezione Street Food (insieme ai colleghi Michela Lo Pinto e Mirko Raspi) ai Campionati Italiani di Cucina di Rimini svoltesi fra il 27 ed il 30 marzo scorsi: questi sono i due grandi risultati conseguiti dallo Chef Federico Manzini (fotografia di copertina), classe 1998, originario di Terni, ma con parenti e forti legami con il territorio delle Terre Arnolfe.

Da tempo, Federico, è infatti conosciuto nelle nostre zone, sia grazie alla sua passione per il liscio che lo ha portato a partecipare a diverse manifestazioni ed a suonare con la sua Federico Band sia per il lavoro svolto con la sua attività di service, la FM Service & Catering.

Dall’Agosto del 2020, lo Chef Federico Manzini, diplomatosi nel 2016 all’Istituto “Casagrande – Cesi” di Terni, ha preso in gestione il Ristorante “La Fortezza Alta” di Dunarobba. “Una scelta ardua” l’ha così definita, in quanto presa in un momento storico in cui la pandemia era solo all’inizio. Abbiamo deciso di ascoltarlo in merito alla sua esperienza a Rimini.

Salsiccia e Fregnaccia “Innanzitutto – dice Federico – ai Campionati Italiani di Cucina vi sono diverse categorie di partecipazione: Cucina Calda, Cucina Fredda, Pasticceria, Street Food e Mistery Box. Io personalmente ho partecipato alla Mistery Box, arrivando quarto, e invece, nello Street Food abbiamo raggiunto il podio con il terzo posto, portando sempre in alto i valori del territorio ed i sapori dell’Umbria, che era quello richiesto dai giudici. Io e i miei colleghi – prosegue Federico – abbiamo deciso di portare la salsiccia umbra avvolta da un wrap costituito dalla Fregnaccia di Montecampano di Amelia. Abbiamo così valorizzato il nostro territorio, facendo conoscere e riconoscere prodotti ‘nuovi’ in una visione nazionale di tutta la cucina italiana”.

Prima regola: valorizzazione “La modalità Street Food – continua Federico – comporta la preparazione di cento pezzi di prodotto che vanno poi venduti attraverso un banco espositivo. Questi cento pezzi vanno preparati nel tempo massimo di tre ore dall’arrivo. Oltre alla territorialità, va comunque valorizzato anche l’animo e lo spirito dello Street Food. Ci siamo fatti valere, visto il nostro risultato finale, e per questo vorrei sentitamente ringraziare Sandro Tamburini che ci ha fornito alcuni macchinari ed attrezzature per la realizzazione della salsiccia umbra. Aggiungo poi – conclude Federico – che la valorizzazione territoriale c’è stata anche nella salsa di accompagnamento al wrap, ovvero una maionese all’Amaro Vallenera. Una valorizzazione anche del cibo stesso, attraverso prodotti tradizionalmente poveri come la farina, le verdure, la carne di maiale, le uova e l’olio”.

Gli Chef al lavoro

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Nicolò Sperandei