“Le elezioni” (americane)

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Da sempre si dice che il sistema democratico non sia perfetto, ma perfettibile. I fatti americani ne hanno dato un nuovo esempio

Le forme di governo che l’uomo si è imposto sin dall’età della “sapienza” non sono mai state perfette. No, nemmeno la democrazia. Perché, come ben si sa, in democrazia è consentito poter dire ciò che si pare, come si pare e quando si pare. Certo, quando uno la dice veramente tanto, troppo grossa ne paga le conseguenze (come è giusto che sia). Però, se quel qualcuno è un personaggio potente e/o in vista possono esserci anche delle altre conseguenze. In sintesi: quello che è successo negli USA nella giornata dell’ultima Epifania.

Parafrasando o quasi nel titolo l’ultima opera (postuma) di Italo Calvino, le ultime elezioni americane hanno avuto delle conseguenze che sono andate ben oltre quello che ci si sarebbe potuto immaginare. Trump aveva preavvisato che non avrebbe mai riconosciuto la vittoria a Joe Biden e che una sua eventuale sconfitta sarebbe stata opera di brogli orchestrati dai democratici. Nessuno gli dava corda. E invece “The Donald” non scherzava, ma fomentava.

E si è arrivati alla fine alla data di certificazione della vittoria del democratico Biden. E a Capitol Hill il 6 gennaio 2021 arrivò anche la Befana. Non era però vestita come la vecchietta che tutti noi conosciamo, ma come un’orda di fan di Donald Trump inferociti che volevano impedire il regolare corso delle democrazia. Il tempo e la giustizia degli USA appureranno le mancanze di gestione in termini di sicurezza e puniranno i colpevoli di quei gesti. Le questioni da esaminare sono anche altre.

Un capo di uno Stato democratico che osi definirsi tale, dovrebbe accettare con coscienza la fine del proprio mandato e non comportarsi da dittatorino di regime a cui hanno tolto il proprio giocattolo preferito. La prima cosa fondamentale da fare quando si vuole entrare da attore protagonista in un sistema democratico è quello di doverne obbligatoriamente accettare le regole. È un classico esempio del calciatore che non vuole accettare le regole del giuoco del calcio, contestando in continuazione l’arbitro e le regole stesse.

Ogni regolamento è perfettibile, così come lo è ogni sistema democratico. Se i primi ad accettarne le regole non sono però i governanti stessi, in questo caso Trump, come potranno questi sistemi essere perfezionati?