Sangemini, intesa sulle ore di flessibilità

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Le maggiorazioni passeranno dal 20 al 45%. Impegno ad erogare gli arretrati dal 2019 al 2021 

SAN GEMINI – 25 luglio 2022 – Accordo raggiunto alla Sangemini-Amerino tra i delegati della rappresentanza sindacale unitaria e il management di Acque minerali d’Italia, il gruppo che controlla i siti umbri. Per le ore di flessibilità le maggiorazioni passeranno dal 20 al 45 per cento, c’è l’impegno di erogare tutti gli arretrati relativi al 2019, 2020 e 2021, di utilizzare la cassa integrazione 4-5 giorni nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Infine le parti hanno concordato che sarà rispettato il programma delle ferie e definito il piano di esercizio delle linee nelle giornate di sabato lavorative. Sulla produzione delle bottiglie di acqua minerale incombe lo spettro della poca disponibilità di CO2. Assobibe, che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme “sul mercato delle materie prime l’anidride carbonica ad uso alimentare comincia a scarseggiare. La poca disponibilità di CO2 è un ulteriore effetto dell’aumento dei costi dell’energia e delle difficoltà di trasporto, che rendono più complessa la sua estrazione naturale oppure la sua produzione industriale”.

Il problema della sua disponibilità si aggiunge al boom dei costi di energia, plastica, alluminio, cartone e vetro che sono da mesi fuori controllo, mettendo a rischio la stagione estiva per molti operatori. Il sindacato di categoria è dell’avviso di riaprire il tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico per il piano industriale che riguarda Sangemini ed Amerino.

Entrare nel dettaglio comporta scoprire le carte, non solo sugli investimenti, rilancio dei siti, ma soprattutto conoscere i livelli occupazionali. Fino al 2024, scadenza delle concessioni, c’è comunque un accordo raggiunto in Regione Umbria di non procedere a licenziamenti. 

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Vertenza Sangemini, c’è speranza. Cinquanta milioni per poter ripartire

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Clessidra Capital Credit insieme a Magnetar chiudono l’acquisizione di Acque Minerali d’Italia. Riparte la trattativa

SAN GEMINI – 20 febbraio 2022 – Vertenza Sangemini. Il momento cruciale è arrivato. Con il colpo da novanta, pardon da cinquanta milioni di euro, di Clessidra capitai credit che insieme a Magnetar chiude l’acquisizione di Acque minerali d’Italia, si apre la fase delle trattative più delicata. Da una parte c’è la nuova proprietà (solo il 20 per cento resta alla famiglia Pessina). Dall’altra c’è il futuro dei marchi, dei siti, delle lavoratrici e dei lavoratori, 85 in forza negli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta. Per i quali il periodo di cassa integrazione termina il 24 febbraio. «E per i quali vanno mantenuti i livelli occupazionali» – mette subito le mani avanti Fabio Benedetti, segretario regionale Uil.

L’operazione, l’aumento di capitale cioè, è avvenuta all’interno di un concordato in continuità omologato dal tribunale di Milano poco più di un mese fa, a fronte della ristrutturazione di 120 milioni di debiti. Dopo anni difficili. Di tensioni e di ricorsi agli ammortizzatori sociali. Di proteste e di sit in. Di sacrifici da parte dei lavoratori. «Adesso che gli investitori hanno fatto la loro parte, possiamo giocare la nostra partita» – dichiara Simone Dezi, segretario generale Fai Cisl Umbria. Che aggiunge: «Nessuno dovrà abbassare la guardia e tutti dovranno collaborare, istituzioni per prime. Regione Umbria per prima. Perché le nostre acque siano più chiare». Quell’aggettivo sembra non essere scelto a caso da Dezi: «È ora di fare chiarezza». Sono mesi che le tre sigle sindacali, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, chiedono di conoscere il nuovo piano industriale, che include anche quello commerciale. «E’ inutile che imbottigliamo l’acqua se poi la bottiglia resta in fabbrica”. È l’esempio che fa la maggior parte dei lavoratori della Sangemini. Per evidenziare quanto sia importante far arrivare quella bottiglia nei supermercati. Venderla. E con il ricavato acquistare le materie prime.

Per tre anni Rsu e sindacati non hanno fatto altro che sollecitare strategie di vendita innovative. Poi è arrivata la notizia del concordato in bianco che ha fatto tremare centinaia di lavoratori, 27 fonti, 8 stabilimenti, due dei quali in Umbria. Si parlava di 76 esuberi. Di fuoriuscite volontarie. Di incentivi all’esodo. Da qualche giorno le Rsu non parlano proprio. Perché non ci sono: le votazioni per il rinnovo delle cariche avverranno il 24 febbraio. Ma già dal 25 verranno fissati gli incontri al vertice coi segretari di Fai, Flai e Uila. «Per progettare il futuro dei siti umbri» – spiega Paolo Sciaboletta, segretario Flai Cgil. Sembra che il momento della programmazione sia davvero arrivato. «Entro la prima metà di marzo apriremo un tavolo annuncia Benedetti – per ragionare su tutto: piano industriale, rete vendite, investimenti, prospettive a lungo termine. Con la pregiudiziale della tenuta occupazionale». 

(Fonte: Messaggero Umbria)

Il gruppo Ami a Clessidra Capital e Magnetar

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L’accordo con la famiglia Pessina prevede anche il rilancio del marchio Sangemini

TERNI – 18 febbraio 2022 – Clessidra Capital Credit Sgr ha acquisito, insieme a Magnetar, il controllo di Ami, Acque minerali d’Italia, il gruppo a cui fanno capo anche Sangemini e Amerino. L’operazione è avvenuta attraverso l’immissione di nuove risorse finanziarie nella società con un aumento di capitale pari a 50 milioni di euro. Con otto siti produttivi e 26 sorgenti, Acque minerali d’Italia, fondata nel 1968 dalla famiglia Pessina, è uno dei maggiori player nel settore delle acque minerali e dei soft drink in Italia.

Al gruppo fanno capo i master brand Norda, Sangemini e Gaudianello. “L’accordo siglato con la famiglia Pessina rappresenta un’importante operazione nell’ambito dell’attività di Clessidra Capital Credit commenta Mario Fera, ad della Sgr. Insieme a Magnetar abbiamo definito l’intesa per il rilancio dell’azienda in tempi rapidi. Crediamo fortemente in questo progetto e desideriamo rilanciare Ami, nel rispetto della sua storia e dei suoi valori.

L’immissione di nuove risorse finanziarie e manageriali permetteranno ad Ami di ridare vigore al proprio ruolo di leadership nel mercato in cui opera”. Contestualmente all’ingresso nel capitale è stata definita la nuova governance di Ami e il nuovo CdA ha nominato amministratore delegato Alessandro Frondella, entrato in azienda lo scorso settembre in qualità di direttore generale, e Matteo Siani nel ruolo di Cfo. Per il piano di rilancio di Ami, Clessidra Capital Credit e Magnetar prevedono di mantenere l’attuale perimetro del gruppo, facendo leva sul presidio territoriale, sulla dislocazione geografica degli impianti e su una strategia di valorizzazione dei suoi tre master brand.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, parte la cassa integrazione

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Via dalla prossima settimana per tre giorni al mese. Interessati tutti i lavoratori, compresi quelli dell’Amerino

SAN GEMINI – 14 gennaio 2022 – Cassa integrazione a rotazione di tre giorni al mese, per tutti i lavoratori della Sangemini ed Amerino, circa ottanta, a partire dalla prossima settimana, con la motivazione ufficiale che questi mesi vengono considerati di bassa stagione. Poi, entro questo mese di gennaio parti sociali e management di Acque Minerali d’Italia, dovrebbero tornare ad incontrarsi. A fine anno il Tribunale di Milano ha emesso il parere definitivo all’omologa del concordato, che schiarisce la situazione e da certezze al futuro del gruppo che controlla, in tutto il Paese, 27 fonti e 8 stabilimenti in cui lavorano oltre 300 dipendenti. La proposta di concordato di Ami, che vede tra i suoi marchi anche i masterbrand Norda, Gaudianello e Sangemini, è stata sostenuta dal fondo italiano “Clessidra Restructuring Fund” e quello americano “Magnetar” che, tramite un intervento finanziario di oltre 50 milioni di euro, ne supporteranno il percorso di rilancio e sviluppo come nuovi azionisti insieme all’attuale proprietà.

Le sigle sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil non abbassano la guardia e sostengono che sarà possibile dare giudizi soltanto dopo aver visionato il piano industriale e commerciale relativo a Sangemini ed Amerino un piano che dovrà dare prospettive di investimenti per la salvaguardia occupazionale e per un mantenimento e sviluppo dei marchi prodotti. Nel piano presentato al tribunale sono previsti, tra l’altro, 76 esuberi per i siti umbri e per Gaudianello, in Basilicata. Non sono previsti licenziamenti collettivi, le uscite saranno volontarie, ma dovranno essere incentivate e pertanto il sindacato, ha chiesto al professore Antonio Paganini, amministratore delegato, di formulare una proposta.

Alla Sangemini ed Amerino le maestranze sono ridotte all’osso, già in precedenza sono state effettuate uscite e non è stata più riavviata la produzione a Sangemini Fruit. Dall’avvio del concordato, nonostante anche il periodo pandemico, Acque Minerali d’Italia ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato delle acque minerali, in particolare nei canali HoReCa (Hotellerie, Restaurant, Cafè) e Retail. Il professore Paganini, in un incontro con le parti sociali ha annunciato che la bottiglia verde, uno dei simboli della Sangemini acque, tornerà in commercio. Il sindacato lancia l’appello alle istituzioni perché vigilino sulla vertenza, è necessario fare chiarezza e ribadiscono che il percorso in piedi con il management aziendale è ancora da definire.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

San gemini, i sindacati chiedono di conoscere il piano industriale

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Dopo l’omologa del concordato da parte del Tribunale Cisl, Cgil e Uil proseguono il confronto con i vertici aziendali

SAN GEMINI – 4 gennaio 2022 – “No a facili e prematuri entusiasmi sull’evoluzione della vertenza di Acque minerali d’Italia: sarà possibile dare giudizi solo dopo aver visionato il piano industriale e commerciale relativo ai siti umbri”. Ad affermarlo sono i sindacati dei lavoratori di Sangemini e Amerino, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che prendono posizione in merito agli ultimi avvenimenti che hanno portato all’omologa del concordato Ami presso il Tribunale di Milano. “Crediamo che sia necessario fare chiarezza sullo stato attuale della vertenza e ribadiamo con fermezza che il percorso in piedi con il management aziendale è ancora da definire – chiariscono i sindacati. Per questo serve la vicinanza di tutte le istituzioni locali e della politica, unita per la salvaguardia dei siti produttivi e dell’occupazione anche in relazione agli impegni firmati in passato da tutti noi”. Proseguiranno dunque gli incontri con l’azienda per definire un piano di sviluppo che dovrà servire a traghettare il gruppo in situazioni più tranquille.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Concordato ok, Sangemini riparte dalla bottiglia verde

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Previsti 76 esuberi nei diversi siti aziendali. Contrario al piano il sindaco di Sangemini Luciano Clementella

SANGEMINI – 29 dicembre 2021 – Un anno passato ad aspettare. Che si chiude, però, con il via libera del tribunale di Milano al concordato di Acque Minerali d’Italia. Anche se il piano individua 76 esuberi per i siti Gaudianello, Sangemini e Amerino, si guarda al 2022 con ottimismo. Un paio di settimane fa i vertici aziendali avevano incontrato le organizzazioni sindacali e le istituzioni. «Un evento solo interlocutorio dicono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – che ha fatto emergere le strategie che la proprietà intende mettere in atto: efficientamento energetico, risparmio grammatura plastica, riorganizzazione del lavoro, nuovo piano commerciale». Di fatto non si è arrivati alla stesura del documento in maniera condivisa: gli attori principali della vicenda, le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti di Sangemini e Amerino, non ne conoscevano i passaggi. Hanno attraversato momenti duri. Hanno protestato davanti alla fabbrica. Si sono fatti ricevere dal Prefetto di Terni. Si sono sacrificati (sono in cassa integrazione dal 2018). Il 2021 è praticamente concluso ma verrà ricordato come l’anno dell’omologa del concordato. Della svolta. Già il fatto che la bottiglia verde, per il marchio Sangemini, tornerà in commercio, li fa sperare. Quel simbolo che ha contribuito a fare la storia dell’acqua che fa un gran bene ai bambini, non sarà la sola novità: è allo studio anche la nuova forma della bottiglia dell’acqua Fabia. Si augurano che il nuovo piano contenga realmente una strategia di vendita innovativa, capace di dare continuità occupazionale al territorio. Anche perché l’età media dei lavoratori è di 55-60 anni: non vogliono lontanamente immaginare la loro vita lontana dagli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta. Ci lavorano da quasi trent’anni e intendono farlo finché ne avranno la forza. «Nessuno ci assumerebbe a sessant’anni – gridano le lavoratrici e i lavoratori – e poi siamo legati a questa realtà produttiva. La sentiamo nostra».

Il no del sindaco Il piano di rientro del debito è stato bocciato soltanto dal sindaco di San Gemini, Luciano Clementella. «Perché a mio avviso – segnala Clementella – riguarda solo il soddisfacimento della situazione debitoria della società e non guarda a tutto il resto. In quel documento non si tocca affatto né l’aspetto degli investimenti, né dell’ammodernamento degli impianti, né l’efficientamento delle infrastrutture, né tantomeno le leve da muovere per il potenziamento della struttura commerciale che serve a riconquistare le quote di mercato perse negli ultimi anni». Il timore del sindaco di San Gemini è quello di ritrovarsi spettatore di un film già visto: «Che ha per titolo l’accordo tra Ami e Regione Umbria». Si riferisce al piano industriale sottoscritto nel 2018 e mai attuato. Non invoca certo il maltempo, Clementella, ma non nasconde le sue preoccupazioni. A gennaio, comunque, le organizzazioni sindacali annunciano la ripresa del tavolo di confronto con la direzione aziendale e le istituzioni. Perché il 2022 possa essere davvero l’anno della ripartenza

Gruppo Acque Minerali d’Italia, il Mise dà l’ok a proseguire il tavolo di confronto

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Tempi stretti: a fine febbraio 2022 è prevista la dead line dell’omologa del piano concordatario

SAN GEMINI – 15 ottobre 2021 – Rispondendo a un’interrogazione della senatrice Lega, Valeria Alessandrini, sulla situazione del Gruppo Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini e Amerino, il viceministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato la disponibilità da parte del Mise a “proseguire i lavori del tavolo di confronto, al fine di verificare ogni soluzione praticabile per facilitare e supportare il percorso congiunto di rilancio di questa importante realtà produttiva del nostro Paese, tutelandone così anche l’occupazione”. Lo annuncia la stessa Alessandrini. “Questa mattina (ieri n.d.r.), nell’ambito dei lavori della X Commissione parlamentare – spiega l’esponente leghista, vicesegretario regionale Umbria – ho sollecitato il Mise alla riapertura di un tavolo di confronto, ottenendo riscontro positivo circa le intenzioni di proseguire in un percorso di tutela della produzione sul territorio e dei livelli occupazionali di Acque Minerali d’Italia, chiedendo particolare attenzione agli stabilimenti di Sangemini e Amerino. Non possiamo permetterci di vanificare quanto sino ad ora è stato fatto – prosegue – ma dobbiamo muoverci con urgenza prima di arrivare alla ormai imminente dead line dell’omologa del piano concordatario prevista a fine febbraio 2022. Auspico quindi la riconvocazione in tempi brevi del tavolo di confronto al Mise”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, ok dei creditori al concordato

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Il gruppo Acque Minerali d’Italia nel frattempo ha nominato il nuovo direttore generale, Alessandro Frondella, ex Ferrarelle

SAN GEMINI – 28 settembre 2021 – Un’ampia maggioranza di creditori ha votato favorevolmente per la proposta di concordato in continuità di Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino. In una nota il gruppo sostiene che “a dare maggior fiducia alla proposta di concordato è stato l’accordo siglato da Ami con il fondo italiano Clessidra Restructurin Fund e il fondo americano Magnetar che, tramite un intervento finanziario di oltre 50 milioni, ne supporteranno il percorso di rilancio e sviluppo come nuovi azionisti insieme all’attuale proprietà”. Durante il percorso concordatario la società ha intrapreso azioni di ri-focalizzazione ed efficientamento e si è rafforzata con la recente nomina del direttore generale Alessandro Frondella, manager con ventennale esperienza nelle acque minerali, già alla Ferrarelle. Ami, che ha mantenuto una posizione di rilievo tra i principali players del mercato, è presente nei canali HoReCa (Hotellerie, Restaurant, Cafè) e Retail tramite importanti marchi tra cui Norda, Gaudianello e Sangemini. Per il 30 settembre è stato fissato il termine entro il quale l’Ebitda del gruppo dovrà risultare in pareggio, in precedenza fissato al 30 giugno, una condizione posta dai fondi Clessidra e Magnetar. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua e riguardano i siti Gaudianello in Basilicata e Sangemini ed Amerino. Non si conosce la distribuzione degli esuberi, ma a metà luglio le segreterie regionali della Basilicata di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil hanno proclamato uno sciopero di 24 ore perché “fra questi esuberi, 30 toccherebbero ai due stabilimenti lucani (Gaudianello e Toka, ndr), nonostante la carenza di organico già riscontrata e denunciata dalle organizzazioni sindacali, specie in questo periodo dell’anno in cui il consumo dell’acqua minerale aumenta notevolmente”. Tra azienda e sindacato dell’Umbria, a novembre 2018, era stato siglato un accordo che aveva scongiurato una trentina di licenziamenti fino al 2024 quando scadrà la concessione. Inoltre l’azienda si era impegnata ad investire nel triennio 2019-2021 19 milioni, per il revamping impianti, e una linea vetro per prodotti che consentono una maggiore penetrazione nel mercato HoReCa. Non ci saranno licenziamenti collettivi, le uscite saranno volontarie e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. Il sindacato ha chiesto la riapertura del tavolo al Mise. 

Alessandro Frondella

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

 

I creditori di Sangemini-Amerino si pronunciano sul concordato

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Due fondi di investimento l’americano Magnetar e l’italiano Clessidra sottoscriveranno l’aumento di capitale per 50 milioni diventando azionisti di maggioranza del gruppo Ami

SANGEMINI – 24 settembre 2021 – I creditori del gruppo Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, hanno ancora qualche giorno di tempo per di tempo, fino al 26 settembre, per presentare pareri in merito al concordato in continuità, termine fissato dal tribunale di Milano, nell’udienza del 6 settembre scorso. Per il via libera occorre raggiungere la maggioranza, che sembra a portata di mano. Uno dei più grandi gruppi del settore delle acque minerali del Paese, nei mesi scorsi era stato messo in sicurezza e potrà continuare a produrre, progettare e investire anche grazie all’apporto di due fondi di investimento, l’americano Magnetar e l’italiano Clessidra. All’omologa definitiva, i due fondi sottoscriveranno l’aumento di capitale per complessivi 50 milioni di euro diventando azionisti di maggioranza del gruppo Ami in una compagine che vedrà la famiglia Pessina rimanere nell’azionariato, con una quota di minoranza. Il termine entro il quale l’Ebitda del gruppo sarebbe dovuto risultare in pareggio, qualche mese fa è stato rimandato al 30 settembre prossimo, in precedenza fissato al 30 giugno, che per il sindacato di categoria Fai, Flai ed Uila, dipendeva ancora da “forti criticità nella produzione e carenze nel settore commerciale”. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua, e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. Gli esuberi riguarderebbero i siti Gaudianello, in Basilicata, e della Sangemini ed Amerino che occupano un’ottantina di lavoratori. Non ci saranno licenziamenti collettivi, chi deciderà di uscire in modo volontario, riceverà un incentivo. Sangemini ed Amerino, hanno già pagato un prezzo salato, sei anni fa non furono assorbite dal gruppo Pessina una ventina di maestranze della Sangemini Fruit, che rimasero senza lavoro. Sulla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale diretta di Ami, il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella, e il presidente della commissione speciale, Vanio Ortenzi, in una lettera inviata al Tribunale, al Mise, e alla Regione hanno evidenziato “l’inconsistenza del piano di rientro, che avrebbe dovuto garantire, tra l’altro, la normale operatività degli stabilimenti” di Sangemini ed Amerino “poiché presenta evidenti carenze strutturali”. Clementella ed Ortenzi hanno sottolineato le carenze sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista organizzativo. 

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, i Gruppi di Minoranza sulla questione Acque Minerali

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SAN GEMINI – 9 settembre 2021 – Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa emesso dai consiglieri comunali di Minoranza dopo lo svolgimento del consiglio comunale straordinario del 6 settembre 2021.
 
Finalmente, su richiesta dei consiglieri di minoranza si è svolto – in data 6/9/2021 – il Consiglio Comunale Straordinario sulle questioni dello stabilimento Sangemini/Amerino ed in particolare sulla posizione che il Comune dovrà esprimere sulla proposta di concordato in continuità, nella sede della Adunanza dei creditori convocata dal Tribunale di Milano dal 6/9/2021 e fino al 26/9/2021. Noi della minoranza siamo nettamente contrari a questa proposta che parla solo di esuberi (circa 47 per San Gemini/Acquasparta) senza dare nessuna prospettiva per il futuro ed abbiamo chiesto al Consiglio di rigettare la proposta di concordato in continuità, sollecitando il Sindaco e l’Amministrazione per chiedere un intervento “forte” alla Regione dell’Umbria – e alla presidente Tesei – competente in materia di concessione per lo sfruttamento dei bacini acquiferi. Siamo estremamente soddisfatti che il Consiglio Comunale – grazie ad un positivo lavoro preliminare svolto in collaborazione con il gruppo di maggioranza – abbia votato alla unanimità un atto di indirizzo che stigmatizza il comportamento della AMI e rigetta questa proposta di concordato in continuità. Adesso il MISE e la Regione non hanno più scuse, devono ascoltare le istanza dei territori ed intervenire per risolvere questo problema; i lavoratori hanno già pagato (anche economicamente) un prezzo altissimo, adesso si intervenga con decisione!
 
PS: Attendiamo con ATTENZIONE l’esito dell’interessamento della Senatrice Alessandrini al MISE e le risposte che il Ministro Giorgetti e la Presidente Tesei vorranno dare (le daranno?).
 
Comunicato Stampa Gruppi di Minoranza del Comune di San Gemini
 

Pagina 1 dell'Atto di indirizzo

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Sangemini, pressing sui commissari

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I sindacati scrivono al Tribunale e contestano la relazione presentata: “Mai avviati gli investimenti promessi”

SAN GEMINI – 29 luglio 2021 – La proposta di concordato di Ami, Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, per i commissari giudiziali del Tribunale di Milano, oggi, è economicamente fattibile. Le organizzazioni sindacali regionali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, hanno scritto ai commissari per portare alla loro attenzione alcune questioni relative ai siti umbri sollevate all’interno della relazione. In particolare al punto 6 “Le cause e le circostanze del dissesto economico” Sangemini viene citata in modo diretto; segnatamente “l’aver eseguito, con riguardo allo stabilimento di Sangemini, sia un piano di ridimensionamento del personale sia un progetto di rilancio del marchio, entrambi estremamente onerosi, senza che ai forti costi sostenuti seguisse un adeguato ritorno economico”. Cosa che costituirebbe una delle cause del dissesto. Il sito ternano, con il passaggio a Norda ha pagato un prezzo alto a livello occupazionale. Il gruppo Pessina ha assorbito 95 dipendenti, come previsto all’interno del verbale del 2014, ma sono stati licenziati 32 lavoratori, tra cui quelli di Sangemini Fruit.

Le parti sociali evidenziano che “in forza dell’accordo del 2018 stipulato fra sindacati, Ami e Regione Umbria l’azienda ha usufruito della cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione, agendo in modo considerevole sui costi relativi al personale occupato nei siti. Il piano di ridimensionamento del personale, dunque, non ha costituito un costo per la proprietà, al contrario ha consentito un risparmio notevole di risorse (sei dipendenti hanno risolto il rapporto di lavoro)”. E poi gli investimenti. “A fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali erano previsti 19 milioni di euro, investimenti mai affrontati sui siti umbri. L’inserimento della linea vetro, ad esempio, non è mai avvenuto”.

Il sindacato auspica che, per i siti Sangemini ed Amerino, “si possa procedere con tutti gli investimenti necessari e, primariamente, quelli riguardanti la tutela del capitale umano”. Dura presa di posizione del consigliere comunale di San Gemini Vanio Ortenzi, intanto, che ritiene che il concordato preventivo con continuità aziendale abbia delle ripercussioni importanti sugli stabilimenti di Sangemini ed Amerino in quanto il relativo piano di rientro risulta inadeguato a garantire la sopravvivenza nel medio termine di questi stabilimenti. Per Ortenzi le carenze principali di questo piano possono essere così sintetizzate: “L’aspetto finanziario evidenzia il forte dubbio che lo stesso non sia in grado di permettere il necessario rinnovamento tecnologico ed efficientamento delle infrastrutture produttive e l’aspetto organizzativo non prevede il necessario potenziamento delle strutture commerciali locali per poter riconquistare le quote di mercato perse negli ultimi anni”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

San Gemini, via libera del tribunale alla proposta di concordato di Ami

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I rappresentanti dei lavoratori evidenziano invece ancora forti criticità nella produzione e carenze nel settore commerciale

TERNI – 13 luglio 2021 – Per i commissari giudiziali del tribunale di Milano la proposta di concordato di Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, è, oggi, economicamente fattibile. Il piano industriale presentato prevede tagli di personale e dei costi di struttura, investimenti, rilancio delle produzioni e delle vendite e si sviluppa in cinque anni dalla data dell’omologa e presumibilmente al 31 dicembre 2026. Ora la palla passa ai creditori per il via libera al piano o il suo rigetto che comporta una procedura di fallimento. Acque Minerali d’Italia potrà contare sull’apporto dei fondi di investimento di 50 milioni di cui 15 di Clessidra e 35 di Magnetar che saranno utilizzati per l’aumento di capitale per una porzione pari a 37 milioni, per il pagamento del debito prededucibile e privilegiato da soddisfare entro un anno, per due milioni farà pronte ai costi e spese relativi agli observer, alle consulenze e spese del c.d. remediation plan, se tutto andrà a buon fine. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua, e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. Non è dato sapere ancora se gli esuberi riguardano i lavoratori della Sangemini ed Amerino, che sono una ottantina. Negli anni passati era stato comunque siglato un accordo in Regione tra management e parti sociali in cui erano garantiti i livelli occupazionali. Sulla situazione intervengono le sigle regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che esprimono forte preoccupazione per il futuro del gruppo Ami anche in relazione alla sostenibilità del concordato presentato al tribunale di Milano, dopo la relazione semestrale presentata dai commissari mandatari alle parti interessate. “Nel documento si apprende – sostiene il sindacato – che il termine del 30 giugno scorso, entro il quale l’Ebitda del gruppo sarebbe dovuto risultare in pareggio, il tutto è stato rimandato al 30 settembre prossimo, evidenziando ancora forti criticità nella produzione e carenze nel settore commerciale”. Per le parti sociali è necessario sviluppare una rete commerciale che valorizzi tutti i marchi prodotti nei siti umbri e che non può bastare la sola produzione di acqua di primo prezzo. Le scelte sbagliate della gestione delle risorse non devono ricadere sui lavoratori, e per il sindacato è urgente un tavolo ministeriale e un incontro alla Regione Umbria, che conferma lo stato di agitazione.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)