Sangemini, Tesei e Sindaci incontrano i titolari del Gruppo

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“Appuntamento estremamente positivo, con volontà di perseguire obiettivi” hanno affermato Clementella e Montani

PERUGIA – 24 marzo 2022 – Incontro tra la presidente della Regione, Donatella Tesei, i sindaci di San Gemini e di Acquasparta, Luciano Clementella e Giovanni Montani, e i rappresentanti del Gruppo Ami, proprietario della Sangemini Acque Minerali.

Il presidente del Gruppo, Massimo Pessina, ha informato le istituzioni – riferisce Palazzo Donini – dell’andamento del Piano quinquennale presentato, risultato in linea con quelli che erano gli obiettivi.

Dalla proprietà è stato sottolineato come stia proseguendo l’azione di efficientamento occupazionale e produttivo, portata avanti attraverso le modalità a suo tempo concordate con le parti sociali. Parallelamente si è consolidato l’assetto proprietario e rafforzato il management. Nel corso dell’appuntamento, Pessina ha comunicato alla presidente e ai sindaci i primi risultati ottenuti dopo la presentazione del Piano, anche questi risultati in linea con le ambiziose attese, e ha ribadito l’impegno aziendale per il rilancio dei marchi di proprietà. Il tutto nonostante l’indubbia situazione critica dovuta alla congiuntura economica attuale, che ha notevolmente ridotto le marginalità.

I rappresentanti delle Istituzioni – prosegue la nota – si sono detti soddisfatti di quanto loro comunicato. “Da più di un anno monitoriamo puntualmente questa situazione con ripetuti incontri – ha sottolineato Tesei – poiché riteniamo Ami una risorsa per il territorio umbro, con importanti ricadute economiche, occupazionali e sociali. Con la proprietà avremo una serie di futuri colloqui per ricevere puntuali aggiornamenti sull’andamento degli stabilimenti umbri”. 

“Un appuntamento con la titolarità dell’azienda – hanno affermato i sindaci dei due Comuni – estremamente positivo perché è stata confermata, anche nei fatti, la ferma volontà di perseguire gli obiettivi di produzione emersi nella precedente riunione. Le amministrazioni, nel rispetto dei propri ruoli, sono disponibili a garantire il supporto per proseguire nel virtuoso percorso intrapreso”.

(Fonte: Ansa)

Sangemini, via libera al rilancio ma ci saranno anche esuberi

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Il cambio di proprietà destinato ad accelerare la riorganizzazione dei siti produttivi del gruppo. Negoziato tra le parti sui tagli

SAN GEMINI – 24 febbraio 2022 – Clessidra Capital Credit e Magnetar hanno preso il controllo di Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino. Il progetto è di rilanciare il glorioso gruppo delle acque minerali che dispone di diversi siti di produzione in tutta Italia, dove controlla 27 fonti e otto stabilimenti. Il periodo della pandemia non è stato favorevole, ma Ami ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato, in particolare nei canali HoReCa (Hotellerie, Restaurant, Cafè) e Retail. Il piano presentato al Tribunale di Milano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso di 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua, e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. I tagli dovrebbero riguardare Gaudianello in Basilicata e Sangemini ed Amerino.

Tagli esatti per i diversi siti ancora non si conoscono, nei prossimi incontri tra azienda e parti sociali si entrerà nel dettaglio del piano industriale. Dai rumors, nei siti umbri i tagli occupazionale dovrebbero essere una ventina, ma saranno negoziati tra le parti e non imposti. Il sindacato ha comunque siglato un accordo in Regione, negli anni precedenti, con la vecchia proprietà per non ricorrere ai licenziamenti fino al 2024, quando scadrà la concessione regionale sulle acque minerali. Sangemini ed Amerino hanno pagato già in passato riduzioni di personale oltre alla chiusura di Sangemini Fruit.

Intanto oggi si svolgeranno le elezioni della nuova Rappresentanza sindacale unitaria, Rsu, e subito dopo la proclamazione degli eletti dovrebbe essere avviata la procedura per chiedere l’apertura del tavolo di confronto con Ami. Rappresentanze sindacali Oggi si terranno le elezioni e poi si aprirà il confronto Sangemini Clessidra Capital Credit e Magnetar hanno acquisito il controllo di Acque minerali d’Italia, il gruppo di cui fanno parte i due siti produttivi che si trovano in provincia di Terni.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Vertenza Sangemini, c’è speranza. Cinquanta milioni per poter ripartire

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Clessidra Capital Credit insieme a Magnetar chiudono l’acquisizione di Acque Minerali d’Italia. Riparte la trattativa

SAN GEMINI – 20 febbraio 2022 – Vertenza Sangemini. Il momento cruciale è arrivato. Con il colpo da novanta, pardon da cinquanta milioni di euro, di Clessidra capitai credit che insieme a Magnetar chiude l’acquisizione di Acque minerali d’Italia, si apre la fase delle trattative più delicata. Da una parte c’è la nuova proprietà (solo il 20 per cento resta alla famiglia Pessina). Dall’altra c’è il futuro dei marchi, dei siti, delle lavoratrici e dei lavoratori, 85 in forza negli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta. Per i quali il periodo di cassa integrazione termina il 24 febbraio. «E per i quali vanno mantenuti i livelli occupazionali» – mette subito le mani avanti Fabio Benedetti, segretario regionale Uil.

L’operazione, l’aumento di capitale cioè, è avvenuta all’interno di un concordato in continuità omologato dal tribunale di Milano poco più di un mese fa, a fronte della ristrutturazione di 120 milioni di debiti. Dopo anni difficili. Di tensioni e di ricorsi agli ammortizzatori sociali. Di proteste e di sit in. Di sacrifici da parte dei lavoratori. «Adesso che gli investitori hanno fatto la loro parte, possiamo giocare la nostra partita» – dichiara Simone Dezi, segretario generale Fai Cisl Umbria. Che aggiunge: «Nessuno dovrà abbassare la guardia e tutti dovranno collaborare, istituzioni per prime. Regione Umbria per prima. Perché le nostre acque siano più chiare». Quell’aggettivo sembra non essere scelto a caso da Dezi: «È ora di fare chiarezza». Sono mesi che le tre sigle sindacali, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, chiedono di conoscere il nuovo piano industriale, che include anche quello commerciale. «E’ inutile che imbottigliamo l’acqua se poi la bottiglia resta in fabbrica”. È l’esempio che fa la maggior parte dei lavoratori della Sangemini. Per evidenziare quanto sia importante far arrivare quella bottiglia nei supermercati. Venderla. E con il ricavato acquistare le materie prime.

Per tre anni Rsu e sindacati non hanno fatto altro che sollecitare strategie di vendita innovative. Poi è arrivata la notizia del concordato in bianco che ha fatto tremare centinaia di lavoratori, 27 fonti, 8 stabilimenti, due dei quali in Umbria. Si parlava di 76 esuberi. Di fuoriuscite volontarie. Di incentivi all’esodo. Da qualche giorno le Rsu non parlano proprio. Perché non ci sono: le votazioni per il rinnovo delle cariche avverranno il 24 febbraio. Ma già dal 25 verranno fissati gli incontri al vertice coi segretari di Fai, Flai e Uila. «Per progettare il futuro dei siti umbri» – spiega Paolo Sciaboletta, segretario Flai Cgil. Sembra che il momento della programmazione sia davvero arrivato. «Entro la prima metà di marzo apriremo un tavolo annuncia Benedetti – per ragionare su tutto: piano industriale, rete vendite, investimenti, prospettive a lungo termine. Con la pregiudiziale della tenuta occupazionale». 

(Fonte: Messaggero Umbria)

Il gruppo Ami a Clessidra Capital e Magnetar

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L’accordo con la famiglia Pessina prevede anche il rilancio del marchio Sangemini

TERNI – 18 febbraio 2022 – Clessidra Capital Credit Sgr ha acquisito, insieme a Magnetar, il controllo di Ami, Acque minerali d’Italia, il gruppo a cui fanno capo anche Sangemini e Amerino. L’operazione è avvenuta attraverso l’immissione di nuove risorse finanziarie nella società con un aumento di capitale pari a 50 milioni di euro. Con otto siti produttivi e 26 sorgenti, Acque minerali d’Italia, fondata nel 1968 dalla famiglia Pessina, è uno dei maggiori player nel settore delle acque minerali e dei soft drink in Italia.

Al gruppo fanno capo i master brand Norda, Sangemini e Gaudianello. “L’accordo siglato con la famiglia Pessina rappresenta un’importante operazione nell’ambito dell’attività di Clessidra Capital Credit commenta Mario Fera, ad della Sgr. Insieme a Magnetar abbiamo definito l’intesa per il rilancio dell’azienda in tempi rapidi. Crediamo fortemente in questo progetto e desideriamo rilanciare Ami, nel rispetto della sua storia e dei suoi valori.

L’immissione di nuove risorse finanziarie e manageriali permetteranno ad Ami di ridare vigore al proprio ruolo di leadership nel mercato in cui opera”. Contestualmente all’ingresso nel capitale è stata definita la nuova governance di Ami e il nuovo CdA ha nominato amministratore delegato Alessandro Frondella, entrato in azienda lo scorso settembre in qualità di direttore generale, e Matteo Siani nel ruolo di Cfo. Per il piano di rilancio di Ami, Clessidra Capital Credit e Magnetar prevedono di mantenere l’attuale perimetro del gruppo, facendo leva sul presidio territoriale, sulla dislocazione geografica degli impianti e su una strategia di valorizzazione dei suoi tre master brand.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

San gemini, i sindacati chiedono di conoscere il piano industriale

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Dopo l’omologa del concordato da parte del Tribunale Cisl, Cgil e Uil proseguono il confronto con i vertici aziendali

SAN GEMINI – 4 gennaio 2022 – “No a facili e prematuri entusiasmi sull’evoluzione della vertenza di Acque minerali d’Italia: sarà possibile dare giudizi solo dopo aver visionato il piano industriale e commerciale relativo ai siti umbri”. Ad affermarlo sono i sindacati dei lavoratori di Sangemini e Amerino, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che prendono posizione in merito agli ultimi avvenimenti che hanno portato all’omologa del concordato Ami presso il Tribunale di Milano. “Crediamo che sia necessario fare chiarezza sullo stato attuale della vertenza e ribadiamo con fermezza che il percorso in piedi con il management aziendale è ancora da definire – chiariscono i sindacati. Per questo serve la vicinanza di tutte le istituzioni locali e della politica, unita per la salvaguardia dei siti produttivi e dell’occupazione anche in relazione agli impegni firmati in passato da tutti noi”. Proseguiranno dunque gli incontri con l’azienda per definire un piano di sviluppo che dovrà servire a traghettare il gruppo in situazioni più tranquille.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Concordato ok, Sangemini riparte dalla bottiglia verde

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Previsti 76 esuberi nei diversi siti aziendali. Contrario al piano il sindaco di Sangemini Luciano Clementella

SANGEMINI – 29 dicembre 2021 – Un anno passato ad aspettare. Che si chiude, però, con il via libera del tribunale di Milano al concordato di Acque Minerali d’Italia. Anche se il piano individua 76 esuberi per i siti Gaudianello, Sangemini e Amerino, si guarda al 2022 con ottimismo. Un paio di settimane fa i vertici aziendali avevano incontrato le organizzazioni sindacali e le istituzioni. «Un evento solo interlocutorio dicono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – che ha fatto emergere le strategie che la proprietà intende mettere in atto: efficientamento energetico, risparmio grammatura plastica, riorganizzazione del lavoro, nuovo piano commerciale». Di fatto non si è arrivati alla stesura del documento in maniera condivisa: gli attori principali della vicenda, le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti di Sangemini e Amerino, non ne conoscevano i passaggi. Hanno attraversato momenti duri. Hanno protestato davanti alla fabbrica. Si sono fatti ricevere dal Prefetto di Terni. Si sono sacrificati (sono in cassa integrazione dal 2018). Il 2021 è praticamente concluso ma verrà ricordato come l’anno dell’omologa del concordato. Della svolta. Già il fatto che la bottiglia verde, per il marchio Sangemini, tornerà in commercio, li fa sperare. Quel simbolo che ha contribuito a fare la storia dell’acqua che fa un gran bene ai bambini, non sarà la sola novità: è allo studio anche la nuova forma della bottiglia dell’acqua Fabia. Si augurano che il nuovo piano contenga realmente una strategia di vendita innovativa, capace di dare continuità occupazionale al territorio. Anche perché l’età media dei lavoratori è di 55-60 anni: non vogliono lontanamente immaginare la loro vita lontana dagli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta. Ci lavorano da quasi trent’anni e intendono farlo finché ne avranno la forza. «Nessuno ci assumerebbe a sessant’anni – gridano le lavoratrici e i lavoratori – e poi siamo legati a questa realtà produttiva. La sentiamo nostra».

Il no del sindaco Il piano di rientro del debito è stato bocciato soltanto dal sindaco di San Gemini, Luciano Clementella. «Perché a mio avviso – segnala Clementella – riguarda solo il soddisfacimento della situazione debitoria della società e non guarda a tutto il resto. In quel documento non si tocca affatto né l’aspetto degli investimenti, né dell’ammodernamento degli impianti, né l’efficientamento delle infrastrutture, né tantomeno le leve da muovere per il potenziamento della struttura commerciale che serve a riconquistare le quote di mercato perse negli ultimi anni». Il timore del sindaco di San Gemini è quello di ritrovarsi spettatore di un film già visto: «Che ha per titolo l’accordo tra Ami e Regione Umbria». Si riferisce al piano industriale sottoscritto nel 2018 e mai attuato. Non invoca certo il maltempo, Clementella, ma non nasconde le sue preoccupazioni. A gennaio, comunque, le organizzazioni sindacali annunciano la ripresa del tavolo di confronto con la direzione aziendale e le istituzioni. Perché il 2022 possa essere davvero l’anno della ripartenza

Treofan e Sangemini a caccia di certezze

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Il Pd solleva il caso delle vertenze aperte (per oltre 200 lavoratori) avvolte nell’indeterminatezza. “Un dicembre di attese e speranze”

TERNI – 7 dicembre 2021 – C’è anche un Natale meno sereno, per chi non ha un lavoro, per chi ha un’attività precaria e per chi quel lavoro deve difenderlo a denti stretti. “Sarà un dicembre di attesa e speranze per tanti lavoratori dell’Umbria meridionale. Non solo di quelli che attendono gli sviluppi relativi alla vicenda Ast”, cosi il Pd regionale, provinciale e comunale. “Due importanti vertenze tengono in apprensione lavoratori e comunità territoriale: Treofan (nella foto un corteo dei lavorartori) ed ex Sangemini – sottolineano i ‘dem’ –. La prima il cui piano di reindustrializzazione sembrerebbe legato, secondo quanto comunicato dal Mise e dal liquidatore ai sindacati, ad un paio di progetti definiti ‘complementari e non concorrenti’: uno legato al settore delle bioplastiche per il quale si fa ormai esplicitamente riferimento a Novamont, l’altro del quale sostanzialmente si sa ben poco, sia su oggetto che attori in campo (si C’è anche un Natale meno sereno, per chi non ha un lavoro, per chi ha un’attività precaria e per chi quel lavoro deve difenderlo a denti stretti. “Sarà un dicembre di attesa e speranze per tanti lavoratori dell’Umbria meridionale. Non solo di quelli che attendono gli sviluppi relativi alla vicenda Ast”, cosi il Pd regionale, provinciale e comunale.

“Due importanti vertenze tengono in apprensione lavoratori e comunità territoriale: Treofan (nella foto un corteo dei lavorartori) ed ex Sangemini – sottolineano i ‘dem’ –. La prima il cui piano di reindustrializzazione sembrerebbe legato, secondo quanto comunicato dal Mise e dal liquidatore ai sindacati, ad un paio di progetti definiti ‘complementari e non concorrenti’: uno legato al settore delle bioplastiche per il quale si fa ormai esplicitamente riferimento a Novamont, l’altro del quale sostanzialmente si sa ben poco, sia su oggetto che attori in campo (si va da una ipotesi di polo del riciclo della plastica allo stoccaggio dell’idrogeno). Poche informazioni, insomma, e tanta incertezza, nonostante le rassicurazioni della viceministra Todde. E a breve le scadenze della cassaintegrazione per la quale, è stato detto, ci sono risorse per una proroga. Sia per i circa 130 lavoratori che per i player che intendano partecipare alla reindustrializzazione del sito le tempistiche non sono banali”. “Non meno tensione tra i circa 80 lavoratori dell’ex Sangemini – continua il Pd – che aspettano il 16 dicembre per la ratifica dell’omologa del concordato, ma che ancora sono all’oscuro di quanto si voglia fare relativamente ai piani commerciali, quali saranno i ruoli dei marchi umbri, il rinnovo degli impianti, il futuro della ‘linea vetro’.

Anche in questo caso la Regione conferma la copertura finanziaria per cassa integrazione e formazione. Sullo sfondo la promessa di calendarizzare incontri futuri per condividere un percorso e pianificare la produzione del prossimo anno. Che nel frattempo è arrivato. Settori e storie diverse, ma con un denominatore in comune: una cappa di indeterminatezza e silenzi che i lavoratori non meritano.Una nebbia fitta non solo sui piani industriali, ma sulle reali risorse a disposizione”. In altre parole l’appello è a fare tutto il possibile per ricreare un quadro di di stabilità lavorativa, condizione indispensabile perché sul territorio si possa tornare a guardare al futuro con maggiore serenità di quanto non si possa fare ora.

(Fonte: La Nazione Umbria)

Gruppo Acque Minerali d’Italia, il Mise dà l’ok a proseguire il tavolo di confronto

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Tempi stretti: a fine febbraio 2022 è prevista la dead line dell’omologa del piano concordatario

SAN GEMINI – 15 ottobre 2021 – Rispondendo a un’interrogazione della senatrice Lega, Valeria Alessandrini, sulla situazione del Gruppo Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini e Amerino, il viceministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato la disponibilità da parte del Mise a “proseguire i lavori del tavolo di confronto, al fine di verificare ogni soluzione praticabile per facilitare e supportare il percorso congiunto di rilancio di questa importante realtà produttiva del nostro Paese, tutelandone così anche l’occupazione”. Lo annuncia la stessa Alessandrini. “Questa mattina (ieri n.d.r.), nell’ambito dei lavori della X Commissione parlamentare – spiega l’esponente leghista, vicesegretario regionale Umbria – ho sollecitato il Mise alla riapertura di un tavolo di confronto, ottenendo riscontro positivo circa le intenzioni di proseguire in un percorso di tutela della produzione sul territorio e dei livelli occupazionali di Acque Minerali d’Italia, chiedendo particolare attenzione agli stabilimenti di Sangemini e Amerino. Non possiamo permetterci di vanificare quanto sino ad ora è stato fatto – prosegue – ma dobbiamo muoverci con urgenza prima di arrivare alla ormai imminente dead line dell’omologa del piano concordatario prevista a fine febbraio 2022. Auspico quindi la riconvocazione in tempi brevi del tavolo di confronto al Mise”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, ok dei creditori al concordato

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Il gruppo Acque Minerali d’Italia nel frattempo ha nominato il nuovo direttore generale, Alessandro Frondella, ex Ferrarelle

SAN GEMINI – 28 settembre 2021 – Un’ampia maggioranza di creditori ha votato favorevolmente per la proposta di concordato in continuità di Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino. In una nota il gruppo sostiene che “a dare maggior fiducia alla proposta di concordato è stato l’accordo siglato da Ami con il fondo italiano Clessidra Restructurin Fund e il fondo americano Magnetar che, tramite un intervento finanziario di oltre 50 milioni, ne supporteranno il percorso di rilancio e sviluppo come nuovi azionisti insieme all’attuale proprietà”. Durante il percorso concordatario la società ha intrapreso azioni di ri-focalizzazione ed efficientamento e si è rafforzata con la recente nomina del direttore generale Alessandro Frondella, manager con ventennale esperienza nelle acque minerali, già alla Ferrarelle. Ami, che ha mantenuto una posizione di rilievo tra i principali players del mercato, è presente nei canali HoReCa (Hotellerie, Restaurant, Cafè) e Retail tramite importanti marchi tra cui Norda, Gaudianello e Sangemini. Per il 30 settembre è stato fissato il termine entro il quale l’Ebitda del gruppo dovrà risultare in pareggio, in precedenza fissato al 30 giugno, una condizione posta dai fondi Clessidra e Magnetar. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua e riguardano i siti Gaudianello in Basilicata e Sangemini ed Amerino. Non si conosce la distribuzione degli esuberi, ma a metà luglio le segreterie regionali della Basilicata di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil hanno proclamato uno sciopero di 24 ore perché “fra questi esuberi, 30 toccherebbero ai due stabilimenti lucani (Gaudianello e Toka, ndr), nonostante la carenza di organico già riscontrata e denunciata dalle organizzazioni sindacali, specie in questo periodo dell’anno in cui il consumo dell’acqua minerale aumenta notevolmente”. Tra azienda e sindacato dell’Umbria, a novembre 2018, era stato siglato un accordo che aveva scongiurato una trentina di licenziamenti fino al 2024 quando scadrà la concessione. Inoltre l’azienda si era impegnata ad investire nel triennio 2019-2021 19 milioni, per il revamping impianti, e una linea vetro per prodotti che consentono una maggiore penetrazione nel mercato HoReCa. Non ci saranno licenziamenti collettivi, le uscite saranno volontarie e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. Il sindacato ha chiesto la riapertura del tavolo al Mise. 

Alessandro Frondella

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

 

I creditori di Sangemini-Amerino si pronunciano sul concordato

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Due fondi di investimento l’americano Magnetar e l’italiano Clessidra sottoscriveranno l’aumento di capitale per 50 milioni diventando azionisti di maggioranza del gruppo Ami

SANGEMINI – 24 settembre 2021 – I creditori del gruppo Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, hanno ancora qualche giorno di tempo per di tempo, fino al 26 settembre, per presentare pareri in merito al concordato in continuità, termine fissato dal tribunale di Milano, nell’udienza del 6 settembre scorso. Per il via libera occorre raggiungere la maggioranza, che sembra a portata di mano. Uno dei più grandi gruppi del settore delle acque minerali del Paese, nei mesi scorsi era stato messo in sicurezza e potrà continuare a produrre, progettare e investire anche grazie all’apporto di due fondi di investimento, l’americano Magnetar e l’italiano Clessidra. All’omologa definitiva, i due fondi sottoscriveranno l’aumento di capitale per complessivi 50 milioni di euro diventando azionisti di maggioranza del gruppo Ami in una compagine che vedrà la famiglia Pessina rimanere nell’azionariato, con una quota di minoranza. Il termine entro il quale l’Ebitda del gruppo sarebbe dovuto risultare in pareggio, qualche mese fa è stato rimandato al 30 settembre prossimo, in precedenza fissato al 30 giugno, che per il sindacato di categoria Fai, Flai ed Uila, dipendeva ancora da “forti criticità nella produzione e carenze nel settore commerciale”. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua, e la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento. Gli esuberi riguarderebbero i siti Gaudianello, in Basilicata, e della Sangemini ed Amerino che occupano un’ottantina di lavoratori. Non ci saranno licenziamenti collettivi, chi deciderà di uscire in modo volontario, riceverà un incentivo. Sangemini ed Amerino, hanno già pagato un prezzo salato, sei anni fa non furono assorbite dal gruppo Pessina una ventina di maestranze della Sangemini Fruit, che rimasero senza lavoro. Sulla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale diretta di Ami, il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella, e il presidente della commissione speciale, Vanio Ortenzi, in una lettera inviata al Tribunale, al Mise, e alla Regione hanno evidenziato “l’inconsistenza del piano di rientro, che avrebbe dovuto garantire, tra l’altro, la normale operatività degli stabilimenti” di Sangemini ed Amerino “poiché presenta evidenti carenze strutturali”. Clementella ed Ortenzi hanno sottolineato le carenze sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista organizzativo. 

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, i Gruppi di Minoranza sulla questione Acque Minerali

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SAN GEMINI – 9 settembre 2021 – Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa emesso dai consiglieri comunali di Minoranza dopo lo svolgimento del consiglio comunale straordinario del 6 settembre 2021.
 
Finalmente, su richiesta dei consiglieri di minoranza si è svolto – in data 6/9/2021 – il Consiglio Comunale Straordinario sulle questioni dello stabilimento Sangemini/Amerino ed in particolare sulla posizione che il Comune dovrà esprimere sulla proposta di concordato in continuità, nella sede della Adunanza dei creditori convocata dal Tribunale di Milano dal 6/9/2021 e fino al 26/9/2021. Noi della minoranza siamo nettamente contrari a questa proposta che parla solo di esuberi (circa 47 per San Gemini/Acquasparta) senza dare nessuna prospettiva per il futuro ed abbiamo chiesto al Consiglio di rigettare la proposta di concordato in continuità, sollecitando il Sindaco e l’Amministrazione per chiedere un intervento “forte” alla Regione dell’Umbria – e alla presidente Tesei – competente in materia di concessione per lo sfruttamento dei bacini acquiferi. Siamo estremamente soddisfatti che il Consiglio Comunale – grazie ad un positivo lavoro preliminare svolto in collaborazione con il gruppo di maggioranza – abbia votato alla unanimità un atto di indirizzo che stigmatizza il comportamento della AMI e rigetta questa proposta di concordato in continuità. Adesso il MISE e la Regione non hanno più scuse, devono ascoltare le istanza dei territori ed intervenire per risolvere questo problema; i lavoratori hanno già pagato (anche economicamente) un prezzo altissimo, adesso si intervenga con decisione!
 
PS: Attendiamo con ATTENZIONE l’esito dell’interessamento della Senatrice Alessandrini al MISE e le risposte che il Ministro Giorgetti e la Presidente Tesei vorranno dare (le daranno?).
 
Comunicato Stampa Gruppi di Minoranza del Comune di San Gemini
 

Pagina 1 dell'Atto di indirizzo

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Sangemini, Fioroni incontra i sindacati

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La gestione degli esuberi e il piano industriale al centro della discussione. Creditori in campo

ACQUASPARTA – 8 settembre 2021 – Il piano industriale per il rilancio del sito Sangemini-Amerino e la gestione degli esuberi sono stati al centro dell’incontro di ieri tra i sindacati e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Fioroni. L’incontro è arrivato all’indomani dell’udienza che ha visto la presenza del comitato dei creditori del gruppo Ami. Sulla richiesta di concordato si arriverà a una decisione da parte del giudice entro la fine del mese. La situazione resta tesa con 76 esuberi dichiarati su scala nazionale. Al momento gli addetti di Sangemini e Amerino sono 84 mentre la cassa integrazione coinvolge una ventina di loro. L’udienza con il comitato dei creditori è stata interlocutoria. Massimo riserbo anche sull’incontro di ieri pomeriggio tra i sindacati e Fioroni. Segno evidente che il momento è molto delicato e che ogni passo falso si può pagare caro. Da parte dei sindacati c’è la ferma volontà di gestire gli esuberi attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e dunque senza strappi. Massima attenzione sulla vertenza in corso anche da parte dell’assessore Fioroni.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, pressing sui commissari

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I sindacati scrivono al Tribunale e contestano la relazione presentata: “Mai avviati gli investimenti promessi”

SAN GEMINI – 29 luglio 2021 – La proposta di concordato di Ami, Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, per i commissari giudiziali del Tribunale di Milano, oggi, è economicamente fattibile. Le organizzazioni sindacali regionali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, hanno scritto ai commissari per portare alla loro attenzione alcune questioni relative ai siti umbri sollevate all’interno della relazione. In particolare al punto 6 “Le cause e le circostanze del dissesto economico” Sangemini viene citata in modo diretto; segnatamente “l’aver eseguito, con riguardo allo stabilimento di Sangemini, sia un piano di ridimensionamento del personale sia un progetto di rilancio del marchio, entrambi estremamente onerosi, senza che ai forti costi sostenuti seguisse un adeguato ritorno economico”. Cosa che costituirebbe una delle cause del dissesto. Il sito ternano, con il passaggio a Norda ha pagato un prezzo alto a livello occupazionale. Il gruppo Pessina ha assorbito 95 dipendenti, come previsto all’interno del verbale del 2014, ma sono stati licenziati 32 lavoratori, tra cui quelli di Sangemini Fruit.

Le parti sociali evidenziano che “in forza dell’accordo del 2018 stipulato fra sindacati, Ami e Regione Umbria l’azienda ha usufruito della cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione, agendo in modo considerevole sui costi relativi al personale occupato nei siti. Il piano di ridimensionamento del personale, dunque, non ha costituito un costo per la proprietà, al contrario ha consentito un risparmio notevole di risorse (sei dipendenti hanno risolto il rapporto di lavoro)”. E poi gli investimenti. “A fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali erano previsti 19 milioni di euro, investimenti mai affrontati sui siti umbri. L’inserimento della linea vetro, ad esempio, non è mai avvenuto”.

Il sindacato auspica che, per i siti Sangemini ed Amerino, “si possa procedere con tutti gli investimenti necessari e, primariamente, quelli riguardanti la tutela del capitale umano”. Dura presa di posizione del consigliere comunale di San Gemini Vanio Ortenzi, intanto, che ritiene che il concordato preventivo con continuità aziendale abbia delle ripercussioni importanti sugli stabilimenti di Sangemini ed Amerino in quanto il relativo piano di rientro risulta inadeguato a garantire la sopravvivenza nel medio termine di questi stabilimenti. Per Ortenzi le carenze principali di questo piano possono essere così sintetizzate: “L’aspetto finanziario evidenzia il forte dubbio che lo stesso non sia in grado di permettere il necessario rinnovamento tecnologico ed efficientamento delle infrastrutture produttive e l’aspetto organizzativo non prevede il necessario potenziamento delle strutture commerciali locali per poter riconquistare le quote di mercato perse negli ultimi anni”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)