Rsu Sangemini­-Amerino, eletti i delegati

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Affermazione della Flai Cgil, con 34 voti, contro i 29 della Fai Cisl e i 15 della Uila Uil

SAN GEMINI – 27 febbraio 2022 – La Flai Cgil vince le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria, Rsu, della Sangemini-Amerino. Il sindacato rosso ha ottenuto 34 voti, seguito dalla Fai Cisl con 29 voti mentre all’Uila Uil sono andate 15 preferenze. Eletti i tre delegati uscenti, Michele Rellini della Fai con 18 voti, Riccardo Liti della Flai con 17 e Michele Leone Uila con 13 preferenze. La Flai si aggiudica il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Rls. L’obiettivo del sindacato di fabbrica è la tutela occupazionale e il rilancio del prestigioso sito umbro.

“Una vittoria molto significativa in un’azienda storica, di grande importanza per la nostra regione e che sta attraversando un momento decisivo – afferma Paolo Sciaboletta, della segreteria regionale Flai Cgil Umbria – Vogliamo dunque ringraziare prima di tutto i lavoratori che hanno partecipato al voto, dimostrando ancora una volta come la democrazia sia viva in fabbrica, e poi i nostri candidati per l’ottimo lavoro svolto”.

Il gruppo Ami, Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino è passato sotto il controllo di Clessidra Capital Credit e Magnetar. Per le parti sociali è prioritario affrontare la discussione del futuro del gruppo e la riapertura del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, per il piano industriale. Intanto, in vista dell’arrivo della buona stagione i delegati della Rappresentanza sindacale unitaria chiedono al management aziendale il programma di lavoro dei prossimi mesi.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Ok dell’Antitrust al riassetto del gruppo Sangemini­Amerino

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Previsti contributi per l’esodo incentivato dei dipendenti. Ai fondi Clessidra e Magnetar il controllo congiunto di Ami

SANGEMINI – 28 agosto 2021 – L’Agcom, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha dato il via libera al controllo congiunto di Ami, Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, da parte dei fondi Clessidra e Magnetar. Per l’Autorità garante l’operazione non determina “la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale la concorrenza”. All’omologazione definitiva, i due fondi sottoscriveranno l’aumento di capitale per complessivi 50 milioni di euro diventando azionisti di maggioranza del gruppo Ami in una compagine che vedrà la famiglia Pessina rimanere comunque nell’azionariato. Il piano prevede la riduzione del personale aziendale in eccesso che riguarderà 76 unità su 355 totali, cosa che dovrebbe comportare un risparmio di 3,6 milioni su base annua. E la società ha accantonato 3,3 milioni come fondo rischi di incentivo all’esodo in caso di esito negativo dei negoziati sui licenziamenti. Inoltre nel piano non c’è traccia della linea vetro, un investimento da 18 milioni, concordato da Pessina con le parti sociali. Per il 6 settembre è stata fissata l’udienza con i creditori. In vista di questo appuntamento la senatrice leghista Valeria Alessandrini porterà la vertenza Sangemini-Amerino all’ attenzione del Governo. “È fondamentale che – dice – le istituzioni nazionali e regionali intervengano in modo deciso per il salvataggio di questo marchio storico”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

Sangemini, pressing sui commissari

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I sindacati scrivono al Tribunale e contestano la relazione presentata: “Mai avviati gli investimenti promessi”

SAN GEMINI – 29 luglio 2021 – La proposta di concordato di Ami, Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini ed Amerino, per i commissari giudiziali del Tribunale di Milano, oggi, è economicamente fattibile. Le organizzazioni sindacali regionali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, hanno scritto ai commissari per portare alla loro attenzione alcune questioni relative ai siti umbri sollevate all’interno della relazione. In particolare al punto 6 “Le cause e le circostanze del dissesto economico” Sangemini viene citata in modo diretto; segnatamente “l’aver eseguito, con riguardo allo stabilimento di Sangemini, sia un piano di ridimensionamento del personale sia un progetto di rilancio del marchio, entrambi estremamente onerosi, senza che ai forti costi sostenuti seguisse un adeguato ritorno economico”. Cosa che costituirebbe una delle cause del dissesto. Il sito ternano, con il passaggio a Norda ha pagato un prezzo alto a livello occupazionale. Il gruppo Pessina ha assorbito 95 dipendenti, come previsto all’interno del verbale del 2014, ma sono stati licenziati 32 lavoratori, tra cui quelli di Sangemini Fruit.

Le parti sociali evidenziano che “in forza dell’accordo del 2018 stipulato fra sindacati, Ami e Regione Umbria l’azienda ha usufruito della cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione, agendo in modo considerevole sui costi relativi al personale occupato nei siti. Il piano di ridimensionamento del personale, dunque, non ha costituito un costo per la proprietà, al contrario ha consentito un risparmio notevole di risorse (sei dipendenti hanno risolto il rapporto di lavoro)”. E poi gli investimenti. “A fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali erano previsti 19 milioni di euro, investimenti mai affrontati sui siti umbri. L’inserimento della linea vetro, ad esempio, non è mai avvenuto”.

Il sindacato auspica che, per i siti Sangemini ed Amerino, “si possa procedere con tutti gli investimenti necessari e, primariamente, quelli riguardanti la tutela del capitale umano”. Dura presa di posizione del consigliere comunale di San Gemini Vanio Ortenzi, intanto, che ritiene che il concordato preventivo con continuità aziendale abbia delle ripercussioni importanti sugli stabilimenti di Sangemini ed Amerino in quanto il relativo piano di rientro risulta inadeguato a garantire la sopravvivenza nel medio termine di questi stabilimenti. Per Ortenzi le carenze principali di questo piano possono essere così sintetizzate: “L’aspetto finanziario evidenzia il forte dubbio che lo stesso non sia in grado di permettere il necessario rinnovamento tecnologico ed efficientamento delle infrastrutture produttive e l’aspetto organizzativo non prevede il necessario potenziamento delle strutture commerciali locali per poter riconquistare le quote di mercato perse negli ultimi anni”.

(Fonte: Corriere Dell’Umbria)

San Gemini, riaperta la mescita dell’acqua

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SAN GEMINI – 12 maggio 2021 – A partire da oggi è riaperta la mescita dell’acqua minerale presso le Fonti della San Gemini. L’attingimento potrà avvenire nei seguenti giorni ed ai seguenti orari:

  • Lunedì dalle 9 alle 12;
  • Mercoledì dalla 9 alle 12 e dalle 14 alle 16;
  • Venerdì dalle 9 alle 12;

L’amministrazione comunale raccomanda ai cittadini il rispetto della normativa anti-Covid sia per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi di protezione sia quello che riguarda il distanziamento interpersonale.

Nicolò Sperandei

Acquasparta, riaperta la mescita dell’acqua

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ACQUASPARTA – 6 MAGGIO 2021 – A partire da oggi è stata riaperta la mescita dell’acqua minerale presso le fonti dell’Acqua Amerino ad Acquasparta, chiuse dallo scorso 28 aprile dopo la segnalazione di un cittadino che aveva riscontrato dei malesseri in seguito all’assunzione dell’acqua della fonte. Nuove analisi e nuovi accertamenti di rito hanno infatti riscontrato la buona qualità dell’acqua e la sua assoluta possibilità.

Nicolò Sperandei