Roberto Pacifici (Per Avigliano Umbro): “Tornare alla bellezza e mettere al centro di ogni azione politica la persona”

Roberto Pacifici (Per Avigliano Umbro): “Tornare alla bellezza e mettere al centro di ogni azione politica la persona”

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Il candidato di Per Avigliano: “Riorganizzare la macchina comunale e rivitalizzare i borghi. La spaccatura? È mancato il confronto”

AVIGLIANO UMBRO – 23 settembre 2021 – Sulla Panchina, con quella di oggi, spera di dare il via ad una serie interviste ai candidati alla carica di sindaco alle elezioni comunali di Avigliano Umbro e Montecastrilli del 3 e 4 ottobre prossimi. Ad iniziare è Roberto Pacifici, candidato ad Avigliano Umbro per la lista “Per Avigliano Umbro”. Classe 1964, di professione bancario, Pacifici è l’attuale vice-sindaco uscente e si sfida contro Luciano Conti, attuale sindaco e candidato per “Avigliano Prima di Tutto”. Con Roberto abbiamo intrattenuto una lunga e piacevole chiacchierata.

Allora Roberto, innanzitutto quale motivo l’ha portata a decidere di candidarsi?

Il motivo principale della mia candidatura risiede nell’esperienza maturata in questi cinque anni, la quale mi ha fatto appassionare sempre di più alla gestione della cosa pubblica. Ritengo che l’impegno civico che un cittadino può dare per la propria comunità e per il proprio Comune sia importante. In questi cinque anni, poi, ho conosciuto tante persone, con le quali ho condiviso opinioni e che, secondo me, non sono state valorizzate al punto giusto. Ci sono tanti cittadini con qualità che non siamo riusciti a coinvolgere e che potrebbero dare tanto a questa comunità. Con loro ho condiviso idee e progetti che ho anche iniziato, in parte, e che vorrei continuare. Insieme a queste persone abbiamo un’idea diversa di comunità, ovvero un vedere un po’ più “al di là del naso”, per dirla in maniera banale. Vogliamo creare un progetto a lunga scadenza, che non finisca con una sindacatura

Qual è, secondo lei, la prima cosa di cui necessita il comune di Avigliano Umbro durante il prossimo mandato amministrativo?

Anche in un paese come Avigliano Umbro le tematiche da affrontare sono tante: sceglierne una sarebbe fare un torto a quelle che rimarrebbero inevase. Vorrei quindi rassicurare tutti i cittadini sul fatto che non rimarranno da soli nell’affrontare i loro problemi, ma che avranno a disposizione un’amministrazione amica su cui contare, pronta ad assisterli per dare una mano concreta. Nello specifico, vorrei comunque mettere un pochino mano alla macchina organizzativa del Comune. Io ho profondo rispetto per le professionalità presenti in Comune; abbiamo persone di qualità, ma per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati e di cui parleremo, bisogna comunque organizzare bene la macchina amministrativa e quindi rivedere anche i problemi relativi alla carenza del personale, specialmente quello presente fuori e che dovrebbe manutenere le strade piuttosto che il verde o l’arredo urbano. Bisogna organizzare bene la macchina amministrativa: ognuno con i suoi compiti e ognuno che riscopra l’amore per il posto e il luogo dove lavora.

È realmente fattibile un lancio del turismo all’interno del territorio di Avigliano Umbro? Quali sono i prodotti e quali sono le eccellenze o i servizi che dovrebbero attirare i turisti? Lei nel programma ha citato, per esempio, turismo esperienziale. Non sarebbe troppo semplice affidarsi alla sola enogastronomia quando i piatti tipici nei nostri territori si consumano prevalentemente d’estate?

Io credo che il rilancio del territorio debba avvenire per un motivo principale: noi veniamo da due anni di pandemia che ha sconvolto un po’ quella che può essere una visione della riscoperta dei borghi e dei territori come il nostro. All’attenzione verso le attività produttive ed alla piccola-media impresa, va unito in sinergia lo sviluppo di altri ambiti come la cultura, il turismo, lo sport, il benessere e noi, nel nostro programma, abbiamo sintetizzato quattro macro-aree dove ogni settore che è presente sul territorio sarà equamente sostenuto attraverso una azione politica indirizzata alla sua valorizzazione. Valorizzazione del territorio significa anche qualità delle vita e bisogna porre in essere tutte quelle condizioni che producono questa sensazione: arredo urbano, manutenzione che renda il territorio bello e vivibile. La bellezza va pensata come una identità per il nostro territorio. Portare persone da noi, significa portare ricchezza. Quindi, secondo me, mettere insieme attività produttive, istituzioni e associazioni porta a quella visione di comunità che io vedo e tutti insieme andare poi in un’unica direzione per creare un’identità ben distinta del nostro territorio.

Quindi, “la bellezza salverà il mondo” diventa “la bellezza salverà il territorio”?

Bravo. Bisogna tornare alla bellezza e al mettere al centro di ogni azione politica o amministrativa la persona.

In contemporanea, cosa fare con chi abita nel territorio. Come sostengono diverse persone, la vita nei borghi è diventata sconveniente per le famiglie, i servizi e i posti di lavoro stanno via via scomparendo o diventando insostenibili. Come e attraverso quali mezzi incentivare le famiglie a rimanere sul territorio del comune di Avigliano Umbro?

Anche questa parte è inclusa nel nostro progetto di lunga scadenza. Anche il lavoro, dopo la pandemia, è un po’ cambiato: si parla molto di smart-working, però, ovviamente, i territori ed i borghi come i nostri si stanno spopolando e stanno rimanendo solo persone anziane. Secondo me bisogna pensare a dei servizi e ad implementare quelli già esistenti, soprattutto per le persone anziane. Noi, in questa ultima consiliatura, abbiamo vinto un bando che ci ha permesso di acquistare un nuovo mezzo poi assegnato alla Società Operaia “Patria e Lavoro” per il trasporto dei disabili presso il centro di Porchiano Del Monte o verso i centri diurni. Questo progetto prevede anche l’accompagnamento verso i mercati rionali delle persone che abitano nei nostri borghi e che non hanno di fatto nessun tipo di servizio, dovendosi difatti spostare per poter acquistare qualsiasi cosa o per andare dal medico. Sempre insieme ad associazioni di volontariato, come Croce Rossa e D.R.A.S.T., bisogna quindi pensare a servizi di questo tipo e lo possiamo anche realizzare, poiché per l’inclusione sociale c’è una grossa fetta di finanziamenti proveniente dal PNRR. Un’altra grossa parte dei fondi, per tornare alla domanda di prima, sono anche per il turismo e per il suo sviluppo. Torniamo quindi a quello che noi diciamo nel nostro programma: non si possono sostenere la cultura ed il turismo senza pensare ad un benessere sociale oppure ad una transizione ecologica, cioè ad una cura del territorio e una sostenibilità dell’ambiente. Oggi proprio (22 settembre, n.d.r.) ad Amelia era presente la ministra Fabiana Dadone insieme al consigliere regionale Thomas De Luca per presentare una proposta di legge inerente il rilancio dei borghi. Questi ultimi vanno di certo sostenuti, ma vi vanno creati servizi e infrastrutture, a partire dalla linea internet veloce.

Nel vostro programma parlate, per l’appunto, del 50% del patrimonio edilizio del comune di Avigliano Umbro che è inutilizzato. Avete fatto una stima? In quali frazioni si concentra soprattutto questo abbandono? Come potrebbe in futuro essere riutilizzato?

Abbiamo fatto una stima in base a quello che vediamo, non si tratta di un’analisi o di calcoli precisi: intorno al 50% il patrimonio edilizio è inutilizzato. A mio avviso, a Santa Restituta e a Toscolano è anche più del 50%. Bisogna quindi procedere anche per un altro punto del programma che è quello della sostenibilità ambientale, previsto anche dalla Legge 1 regionale sull’urbanistica: non si può continuare a costruire indiscriminatamente, anche se sono presenti aree fabbricabili. Oggi non posso creare nuovi fabbricati se prima non ne tolgo altri. Il bilancio urbanistico, quindi, deve essere sempre prossimo allo zero, quando vado a vare una variante al piano regolatore. Fra l’altro molti cittadini hanno recentemente richiesto la dismissione di alcune aree fabbricabili, facendoli tornare terreni agricoli così da non dover più versare l’IMU. Bisogna, per questi motivi, incentivare il recupero di questo patrimonio edilizio. Quali saranno le forme attraverso cui lo faremo sarà poi oggetto di discussione. Potrebbe riguardare anche un abbassamento delle imposte relativo al costo di costruzione o piuttosto quello di ristrutturazione. Si può operare in questo senso qui andando nuovamente al rispetto della sostenibilità ambientale presente nel nostro programma e alla salvaguardia di questi luoghi. Noi, purtroppo, ormai con la bellezza del nostro territorio e delle nostre campagne ci abbiamo fatto l’occhio.

Attraverso i provvedimenti che vorreste adottare, si potrebbe quindi non solo puntare a non far abbandonare il nostro territorio da parte dei giovani, ma anche convincerli a venirci a vivere?

Questo punto era stato oggetto di discussione anche nella passata consiliatura. Quando si parla di riduzione delle imposte, occorre far sempre i conti con il bilancio del Comune. Si può pensare di certo ad una loro riduzione. La minoranza uscente propose, allora, l’abbassamento della TARI, ma si trattava di un taglio ridicolo. Noi puntavamo intanto ad una riqualificazione dei territori e dei borghi per renderli più belli, così da incentivare le persone all’abitare su questi posti. Se parliamo però di aspetto economico, secondo me occorre agire in maniera più incisiva: se faccio un progetto e pago le imposte di costo di costruzione, magari bisognerebbe abbassare quelle, le quali rappresentano un qualcosa di importante. La riduzione tariffaria della TARI, invece, sarebbe nell’ordine di alcune decine di euro e non cambierebbe la vita a nessuno. Ci sono comunque iniziative, come il “Cammino dei Borghi Silenti”, che per me rappresentano un veicolo per far conoscere questi territori, anche se si tratta di un “turismo di passaggio”. Personalmente ho sempre registrato un forte interesse degli abitanti di altre regioni per l’Umbria, anche a livello di amici e conoscenti. Anche il solo “passaggio” può quindi incentivare e per l’appunto delle 3000 persone che fanno il “Cammino”, magari 5 di esse rimangono stupite e decidono di passare l’estate o un periodo in Umbria. Quello del “Cammino” è fra l’altro un turismo che non inquina e non deturpa la natura ed è di certo una strada da percorrere.

Arriviamo alla domanda “cattiva” e più prettamente politica. È raro, ma non inusuale, vedere candidati in due schieramenti diversi esponenti politici che avevano in precedenza governato insieme. Qui parliamo però dell’attuale sindaco uscente che si sfida contro il suo attuale vice-sindaco. Cosa ha portato a questa spaccatura? Ripeterebbe, se potesse tornare indietro, l’esperienza con l’attuale maggioranza?

Io avrei salvaguardato il quadro politico. Io ero per una parte e sono rimasto dalla stessa parte: chi ha cambiato non sono stato io. La cosa che più mi rammarica, è quella di non aver discusso le scelte politiche poi fatte, con nessuno dei miei colleghi amministratori, a cominciare dal sindaco e dall’altro assessore. Quando si è trattato di parlare fra di noi, mi è stato detto che non c’erano lo condizioni per proseguire. Certo che noi volevamo delle rassicurazioni per i prossimi cinque anni e volevamo che si “resettasse” un certo tipo di comportamenti e reputo che le nostre richieste fossero il “minimo sindacale”, ovvero sapere per l’appunto cosa fare nei prossimi cinque anni e dirci in faccia quali errori fossero stati fatti. Ciò non per dire che a sbagliare fosse qualcun altro: di certo ho sbagliato pure io, ma avrei voluto che mi si fosse detto cosa sbagliavo e da lì ripartire per fare un altro lustro insieme. Questo non è stato possibile perché, secondo me, questo accordo viene da lontano e da persone che niente hanno a che fare con il territorio di Avigliano Umbro ed alle quali niente interessa. Non pensano quindi ai cittadini ed al loro bene, ma pensano, già da adesso, al riposizionarsi nelle prossime elezioni. Questo noto e dispiace il fatto che qualcuno li segua, non pensando agli interessi dei cittadini. Comunque, la spaccatura è avvenuta al seguito di diversi incontri chiarificatori fra gli amministratori, nei quali noi chiedevamo, come detto sopra, come affrontare i prossimi cinque anni. Ci è stato detto che non c’erano le condizioni per proseguire questa alleanza. Il mio rammarico rimane, alla fine di tutto, il non aver parlato con nessuno, ritrovandomi di fatto da solo, senza fra l’altro alcune persone con le quali condividevo stesse idee ed opinioni. Detto ciò, certo che rifarei l’esperienza politica appena vissuta, poiché a me interessa prima di tutto il quadro politico e checché se ne dica io sono rimasto sempre dalla stessa parte e ci sarei rimasto, ovviamente previo chiarimento in merito ad alcuni loro comportamenti che non mi sono piaciuti, considerando anche che forse a loro non piacevano i miei. Occorreva semplicemente parlare e discutere come è avvenuto per la prima volta, nel 2016. Avrei voluto un confronto più franco che, di fatto, non c’è stato.

Concludendo Roberto, perché votare “Per Avigliano Umbro”?

Votare “Per Avigliano Umbro” perché all’interno ci sono persone competenti e specifiche. Si tratta di una lista composta da donne e uomini con qualità professionali importanti. Parlo di Ornella Piacenti D’Ubaldi, che si può occupare del bilancio, di Luca Bernardini, esperto informatico e utili quindi nella futura digitalizzazione, di Luca Secondi, persona attenta all’ambiente ed alla bio-coltivazione, di Cristiano Franchini, volontario da sempre attento ai problemi del sociale, di Giulia Bianconi, interessata nella Storia Dell’Arte e nel recupero dei beni culturali, di Luigi Passagrilli, presidente del Dominio di Santa Restituta e attento ai problemi dei borghi, di Manlio Bertoldi, interessato ai problemi della scuola. Noi abbiamo un progetto importante che parte da quattro macro-aree che sono Turismo e Cultura, Benessere e Sociale, Transizione Ecologica e Ambiente e Edilizia e Urbanistica. Per noi queste quattro macro-aree sono fra di loro interconnesse e ciò significa mettere in connessione tutti i cittadini. Non si può pensare ad un aumento della ricchezza delle attività produttive mentre altre persone rimangono indietro. Puntiamo quindi, per quanto possibile, ad una riduzione delle disuguaglianze. Non si può poi pensare al turismo ed alla cultura se non c’è una cura dell’ambiente e una salvaguardia del suolo. Tutte le realtà e tutte le persone del nostro territorio saranno coinvolte. Questo è un progetto ambizioso ed importante. Votare per noi significa tornare a mettere al centro dell’amministrazione la bellezza e il benessere e, soprattutto, la persona.

Nicolò Sperandei

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