“E invece con te”

“E invece con te”

323

Interpretata da Daniela Davoli a Sanremo 1977

CARTA D’IDENTITÀ
XXVII #Festivàl della #Canzone Italiana di #Sanremo (3-4-5 marzo 1977)
Presentatori: Mike Bongiorno e Maria Giovanna Elmi
E INVECE CON TE (Parole: Annamaria Fiorillo [Daniela Davoli] – Musica: Michele Zarrillo)
FINALISTA
Interpretazione di DANIELA DAVOLI
Arrangiamento e direzione orchestrale:
– Al Festival: Marcello Faneschi;
– Su Disco (Aris): Marcello Faneschi;
 
MILANO – 3 febbraio 2022 – Daniela Davoli, nome d’arte di Annamaria Fiorillo, è ormai nel giro da parecchi anni (dal 1970, praticamente), ma il grosso successo a livello nazionale non è ancora arrivato, sebbene il suo nome sia già conosciuto. È quindi arrivata la grande occasione, ovvero la grandiosa ribalta del #FestivàldiSanremo dove viene mandata dalla Aris, la casa discografica fondata da Aldo Pomilia, marito di Chelo Alonso. All’epoca, la Davoli aveva come compagno di vita tale Michele Zarrillo, cantautore destinato ad un ampio successo. Sino al 1979 il suo nome divenne però Andrea Zarrillo per imposizione discografica anche se, ad oggi, nessuno ha capito cosa ci fosse di male nel chiamarsi Michele (il cantautore ha dato però nel corso degli anni una spiegazione che, francamente, ora non ricordo). È proprio con lui che la Davoli firma il brano “E invece con te”.
 
Maestoso e grandioso è l’arrangiamento realizzato dal Maestro Marcello Faneschi, il quale sfrutta in maniera eccezionale l’ultima grande orchestra Sanremese prima della pausa degli anni ’80 (le formazioni orchestrali del 1978 e del 1979 saranno notevolmente ridotte rispetto a quelle usuali). Il brano parte subito in quinta con gli archi e gli ottoni che lo caratterizzeranno per tutta la sua durata. Da apprezzare il ritornello eseguito principalmente con chitarra acustica ed elettrica. Ingegnosi e funzionali gli sprazzi di flauto traverso qui e là durante il brano.
 
Per quello che riguarda il testo, siamo di fronte ad un vero e proprio inno contrario all’imperante “tremate, tremate, le streghe son tornate!” di quegli anni dediti al femminismo. Nel brano non c’è una vera e propria storia narrata, ma vi è una donna che narra le sensazioni che prova di fronte al proprio uomo: lei vorrebbe ribellarsi, fare la guerra, lottare per i propri diritti, far sentire il proprio uomo una nullità, ma proprio di fronte a lui, lei crolla, insieme al suo orgoglio ed a tutte le sue ambizioni di donna. Tutto quello in cui credeva resta solo un mito costruito di fronte al cospetto di lui. Anche da punto di vista interpretativo, quella di Daniela Davoli a #Sanremo1977 rimane una prestazione maiuscola, priva di qualsiasi pecca. Nel suo unico Festivàl, la Davoli avrebbe meritato di passare al turno successivo. Peccato che sia scesa in gara proprio nell’anno in cui Sanremo lo domineranno i complessi. E, soprattutto, proprio a lei, al primo turno, toccò scontrarsi direttamente contro gli Homo Sapiens, complesso che quel Festival del 1977 lo vincerà con “Bella da morire”. Un derby tra toscani, fra l’altro.
 
Nicolò Sperandei
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.