“Cara amica”

“Cara amica”

122
Interpretata da Bassano a Sanremo 1973
 
CARTA D’IDENTITÀ
XXIII #Festivàl della #Canzone Italiana di #Sanremo (8-9-10 marzo 1973)
Presentatori: Mike Bongiorno e Gabriella Farinon
CARA AMICA (Parole: Francesco Specchia – Musica: Paolo Prencipe, Vitaliano Caruso)
NON FINALISTA
Interpretazione di BASSANO (Antonio Bassano Sarri)
Arrangiamento e direzione orchestrale:
– Al Festival: Danilo Vaona (?);
– Su Disco (Saint Martin Record): Danilo Vaona;
 
MILANO – 2 febbraio 2022 – Antonio Bassano Sarri è uno di quei cantanti che, in altre decadi sanremesi, il #Festivàl lo avrebbe visto solo in una cartolina pubblicitaria inviatagli per posta. Però, come ben sanno i meglio informati, con l’edizione 1973 di #Sanremo comincia la crisi del Festival: spariscono i grandissimi big, con Celentano che lancia strali attraverso un telegramma, e arrivano tante nuove leve che poco lasceranno all’interno del vasto panorama musicale italiano. Fra questi c’è Bassano, soprannome artistico del nome e cognome con il quale abbiamo aperto questa “recensione”. Nativo di Casalpusterlengo, Bassano negli anni ’60 fece parte del complesso beat piacentino I Farnesi, per poi dedicarsi successivamente all’attività da solista. Inciderà qualche singolo (il suo ultimo risale al 1981), dedicandosi però maggiormente all’attività dal vivo. Ovviamente, e meritatamente, il brano non arriverà in finale.
 
A curarne l’arrangiamento su disco è Danilo Vaona, il quale non utilizza ancora i tappeti di archi in maniera massiccia come farà con Sandro Giacobbe e Gianni Nazzaro. C’è anzi da evidenziare il sapiente uso di pianoforte, basso e chitarra nella strofa, con gli archi utilizzati solo per evidenziare alcuni stacchi. Gli ottoni la fanno invece da padrone nel ritornello, nel quale gli archi invece assumono un ruolo più notevole.
 
Per quello che riguarda il testo, non siamo di fronte certo ad un capolavoro. Anzi, si tratta di un topos abbastanza utilizzato all’interno della canzone nostrana, con predecessori e successori, e fra questi ultimi cito solo il brano “Via del Giglio 43” che Mario Del Monaco inciderà alcuni anni dopo: stiamo parlando dell’uomo che, invitato da una sua ex fiamma, decide di recarsi a casa sua, per poi rinunciare all’ultimo secondo rendendosi conto che non ci sarebbe nulla da aggiungere ad una relazione ormai già finita, cercando così di mantenere il ricordo che aveva di lei in passato. In questo caso la donna inviata l’uomo in “Via Giovanni di Breganze”, nella sua casa nuova. Lui arriva, ma una volta sceso dal tram lo riprende subito per andarsene in quanto sa che una nuova relazione con la ex non avrebbe alcuno sbocco in quanto fra le sue “[…] braccia di uomo maturo / ci vuole una donna / che sappia dare l’amore all’amore / senza problemi […]”. Lei, secondo lui, non potrà. Meglio rinunciare, non importa.
 
Sanremo 1973 ha rappresentato per Bassano la vetta artistica di una vita che terminerà nel 1992 in un abisso umano difficilmente comprensibile ed umanamente perdonabile da parte di chi scrive: al culmine di un litigio, venerdì 5 giugno 1992, Bassano Sarri uccide la propria compagna, Rosalia Soccodato, di 32 anni e originaria di Polla (Salerno), nella loro abitazione di San Fiorano, Lodi. In preda allo sconforto e resosi conto della inaudita gravità del gesto commesso, la domenica successiva il cantante uscirà di casa per recarsi nei pressi di un cavalcavia che collega Casalpusterlengo a Terranova dei Passerini. Qui, alle 7 e 45 circa, si farà travolgere da un treno proveniente da Livorno. Sarebbe meglio se Bassano se ne fosse andato e basta, come nel finale del suo brano.
 
Nicolò Sperandei

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.